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Trai giovani ci sono molti fenomeni mediatici con un grande seguito sui social network, ma in pista non c’è molta sostanza!

Di seguito un abstract dell’intervista che pubblicheremo per intero nel numero 01/2018 di Bike4Trade.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con il campionissimo di motocross Tony Cairoli, durante i festeggiamenti ufficiali per il suo nono titolo mondiale. Ci ha parlato del suo rapporto con la bici e ha bacchettato un po’ i giovani atleti, fenomeni sui social e scarsi sui campi di gara.

Ciao Tony, complimenti per il tuo nono titolo mondiale. Tutta Italia ora si aspetta il decimo, oramai sei a un passo dal record di Stefan Everts!

Grazie. Si ci proviamo, anche per il prossimo anno le aspettative sono alte, ogni stagione ci provo sempre non mi sento mai appagato e non ho obbiettivi prestabiliti. Ogni anno a inizio stagione parto per vincere. Fino a quando sarò competitivo cercherò di dare il massimo.

Tu vai anche molto in bici vero? Lo fai solo per allenarti o anche per divertimento?

Si, mi alleno tanto con la bici, faccio principalmente mountain bike che mi serve a livello aerobico e per la massa muscolare, mi permette di ottenere un allenamento completo mentre per il divertimento mi piace fare downhill e enduro.

Madone-9.9-H2 Compact una delle bici messe a disposizione da Trek per gli allenamenti del campione

Quindi fai parte di quei crossisti che vanno in bici, sai che molti downhiller si allenano in moto? Ti alleni con qualcuno di loro?

Si è vero, ma non giro con nessuno dei volti noti della downhill, principalmente faccio uscite con gli amici sull’Etna, vicino alla mia casa natale, oppure sui colli romani, dove vivo attualmente. Sempre con molta cautela per evitare di farmi male, è comunque uno sport molto pericoloso.

In Italia, c’è già un nuovo Tony Cairoli?

Sicuramente sono molti i giovani che si avvicinano a questo sport, purtroppo da quello che posso vedere c’è poca sostanza. Di talenti veri ce ne sono tre o quattro. Io ho un’accademia dove vorrei far crescere alcuni ragazzini, prima  delle nostre gare ci sono anche quelle dei piccoli e io cerco sempre di dare consigli. Ciò che vedo però è che in Italia c’è poca voglia di fare sacrifici.

tonycairoli.com