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Accanto all’inchiesta sulle eBike cinesi, l’Unione Europea indagherà sull’immissione da parte della Cina di biciclette muscolari nei mercati dei 28 stati membri. Fonti interne a Bruxelles indicano che l’Associazione Europea dei Produttori di Biciclette (EBMA) ha presentato una richiesta di riesame in quanto le attuali misure di applicazione del dazio antidumping del 48,5% scadranno il 6 giugno 2018.

Le attuali misure antidumping restano in vigore

La richiesta di riesame prevede l’avvio di un’indagine da parte della Commissione Europea che, a sua volta, comporterà un termine fissato legalmente di 9 mesi. Durante questo periodo, le misure esistenti rimarranno in vigore. In ogni caso, la fine del tasso antidumping del 48,5% sulle importazioni di bici dalla Cina è previsto per marzo 2019. Tuttavia, qualora la Commissione Europea constatasse il proseguire delle immissioni sui mercati europei di bici provenienti dalla Cina, potrebbe annunciare l’applicazione di nuove misure antidumping su base quinquennale.

Importazioni di biciclette cinesi in aumento

Ciò che l’EMBA ha senza dubbio sottolineato nella sua richiesta di riesame è il fatto che l’importazione di biciclette muscolari dalla Cina è in aumento, nonostante il prelievo del 48,5% sui prezzi di fabbrica delle biciclette cinesi. In aggiunta a tale dazio, viene riscossa un’imposta sulle importazioni pari al 14%. Nonostante tali dazi, l’importazione di biciclette dalla Cina è aumentata del 39% nei primi nove mesi del 2017. Secondo Eurostat, il totale delle importazioni da gennaio a settembre 2017 ammontava a 466.000 unità.