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I nuovi gruppi 12V

Record e Super Record meccanico sono stati completamente ripensati e ridisegnati in più di due anni di intenso lavoro degli ingegneri del reparto ricerca e sviluppo. Ogni componente dei nuovi gruppi è nuovo, migliorato e pensato secondo il concetto “Movement” ovvero migliorare il movimento e creare la performance. L’aspetto dei nuovi gruppi è 100% Campagnolo, la qualità percepita altissima e il design ricercato, per coadiuvare la massima performance e precisione espresse da questi prodotti. Il progetto dei nuovi Record e Super Record prende il nome di Movement 12, infatti aggiunge alla cassetta il dodicesimo tanto agognato pignone. Sono disponibili in versione “rim” e “disc” e introducono molteplici innovazioni. Il design è completamente nuovo, moderno, audace e perfettamente funzionale. Tutto ruota intorno all’ergonomia (che significa più prestazione con meno sforzo), ora anche personalizzabile.

Comandi Ergopower

I comandi sono (insieme alla sella), i primi punti di contatto del ciclista con la bici. E’ importante quindi che siano comodi e adattabili alle diverse esigenze. La versione rim offre varie soluzioni, come la possibilità di scegliere fra diverse posizioni per accogliere le mani nella maniera più comoda. Il sistema disc invece è dotato di sistema AMS e di regolazione iniziale della posizione. Anche per queste nuove versioni è confermata la filosofia propria di questi comandi, chiamata “one lever one action”, dove ogni attivatore da impulso a un unico movimento. Ciò per facilitare la manovra di cambiata anche in situazioni limite di gara. Il meccanismo interno che permette una cambiata fluida e precisa è stato anch’esso riprogettato e da la possibilità di effettuare salti di corona multipli, di tre marce in salita (leva interna) e 5 in discesa (leva al freno) ovviamente per il cambio posteriore. Se ci si pensa, la soluzione ideale per sfruttare al meglio tutte le possibilità del 12 velocità. Quasi come succede nel cambio elettronico. Il nuovo meccanismo Ultra-Shift si pone l’obiettivo quindi di migliorare la fluidità e semplicità, portandole a livelli mai visti in un gruppo meccanico. Per fare ciò il Campy Tech Lab ha lavorato su ogni aspetto, anche sui cablaggi interni, studiati per ridurre il più possibile l’attrito e farlo più a lungo, per una prestazione stabile e duratura nel tempo. Anche le nuove leve freno sono state riviste, ora infatti sono ancora più comode e ergonomiche e con la possibilità di variare il reach, per adattarsi alle varie tipologie di ciclista, con un pensiero anche al pubblico femminile. Sono frutto di un meticoloso studio del movimento, hanno una doppia curva e vanno leggermente verso l’esterno, favorendo la frenata, anche in presa bassa e facilitando ogni discesa; mentre le leve sono state ingrandite per facilitare la cambiata; quella sotto al freno ha anche una nuova forma aerodinamica che segue perfettamente il profilo dello stesso.

Il Cambio posteriore

Il deragliatore posteriore è considerato il cuore pulsante di ogni trasmissione, l’elemento più importante e complesso, spesso anche quello più maltrattato. Il nuovo modello è un pezzo veramente pregiato che coniuga alta ingegneria e design all’avanguardia e sperimenta soluzioni tecniche mai viste in una trasmissione meccanica. Completamente rivista la curva di traiettoria ottimizzata per lavorare con i due pacchi pignoni disponibili: 11-29 e 11-32. In esso fa un ulteriore passo avanti la tecnologia introdotta con il gruppo Rev11+, chiamata Embrace. Record e Super Record sono dotati infatti di 3D Embrace, per mantenere il cambio orientato verticalmente e lungo gli assi anteriore e posteriore, nella giusta posizione per ogni pignone. Questo per garantire sempre una curva di traiettoria ottimale, in perfetto stile Movement. Ciò aumenta anche la vita della trasmissione, eliminando le frizioni e gli attriti tra le parti in causa. Anche la nuova puleggia è stata ripensata, è fatta per accogliere rotelle a 12 denti, uno in più della precedente versione. In più essi sono smussati per lavorare meglio durante gli incroci. Anche la gabbia è stata rivista, ora è più sottile, per adattarsi al meglio con le 12 velocità ma anche per essere più lontana possibile dai raggi quando il cambio è sull’ingranaggio più grosso, un’innovazione a tutto vantaggio della sicurezza del ciclista. Non vi sono più versioni di questo cambio, ma solo una per le due cassette disponibile e per tutti i telai, infatti un hanger aggiuntivo permette di montare i nuovi Record e Super Record su ogni bici anche quelle fatti per essere maggiormente maltrattae (pensiamo al gravel, al ciclocross o alle classiche del nord). A questo proposito è pensata anche la molla di ritorno posta nel corpo superiore del deragliatore, essa assorbe le vibrazioni e rende il cambio sempre pronto. Il peso dichiarato è di 181 grammi, in linea con la versione precedente.

La cassetta pignoni 12 V

Ci siamo, dopo tanto parlarne eccola, la cassetta a 12 velocità, primi della classe a finire il compito: Campagnolo. Sembra scontato, ma con una marcia in più le cose cambiano. Ogni compromesso precedente viene di fatto eliminato e anche l’agonista non dovrà più optare di volta in volta per un pacco pignoni specifico. Fino all’ottavo pignone infatti c’è un incremento di un solo dente a ingranaggio. Si potrà scegliere fra due opzioni, che per quanto ci riguarda non sono poche, erano prima ad essere troppe! Abbiamo infatti come accennato i soli 11-29 e 11-32. Le dimensioni sono perfettamente adattabili con le ruote ad oggi in commercio, potendo quindi sostituire il gruppo e continuando a utilizzare le vecchie dotazioni. La nuova cassetta è costituita dai due corpi più grandi di tre ingranaggi ciascuno, ricavati dal pieno da un unico pezzo, mentre gli altri, quelli più piccoli sono singoli. Aggiungere un pignone nello stesso spazio disponibile è stata una vera e propria sfida per il Campy Tech Lab, ha comportato una riduzione dell’ingombro laterale di ogni elemento, nonché della catena. Anch’essa infatti è completamente nuova e più sottile, quindi più leggera, il lavoro fatto ha permesso di creare un prodotto dagli innesti fulminei e dalla durata ineguagliabile.

Il deragliatore anteriore

Solitamente il pezzo meno considerato, a torto. Campagnolo sa dell’importanza di questo elemento data la difficoltà di portare, nella maniera più veloce e funzionale, la catena da un ingranaggio molto grande a uno più piccolo. Lo fa separando biella esterna e semi-biella, eliminando la corsa libera e consentendo una salita immediata e reattiva. Le due parti si muovono ora indipendentemente, creando così una linea retta al posto di un arco. Anche l’angolo di traiettoria è stato modificato, per consentirne l’uso con pneumatici anche da 32 mm, e con esso la gabbia, sagomata per lavorare anche nelle situazioni più ostiche e negli incroci di catena. In più il pezzo può essere ancorato al telaio in diversi modi, grazie alla nuova forcella. Scegliere sempre la migliore posizione per il deragliatore non è scontato e garantisce di avere un comportamento ottimale accoppiato a ogni telaio in produzione.

La guarnitura

Come le vecchie, anche le guarniture Record e Super Record sono in carbonio e rappresentano l’apice dell’eleganza e del design applicato alla prestazione. Vero e proprio punto distintivo di un progetto esclusivo e di alta gamma tutto italiano. Il profilo è filante e aerodinamico, con quattro bracci e otto bulloni. Ciò permette la completa intercambiabilità tra le varie combinazioni di ingranaggi. La rigidità estrema è ulteriormente migliorata nel modello Super Record con un rinforzo in fibra di carbonio nei punti di massima sollecitazione esterni dell’ingranaggio. La finitura è lucida e la qualità è data anche dall’utilizzo di resine appositamente studiate e create internamente al Campy Tech Lab. Il fattore Q rimane lo stesso, ovvero 145,5 mm con asse in titanio Ultra Torque che ruota su cuscinetti ceramici, quattro invece le lunghezze disponibili per le pedivelle: 165, 170, 172,5 e 175); i bulloni sono indipendenti, in modo da adattarsi ai vari standard dalla compact al 53 con trattamento di anodizzazione e zone di cambio specifiche. Anche i denti delle corone sono stati ridisegnati, ora sono simmetrici per ridurre gli attriti e migliorare l’efficienza della pedalata.

I Freni

Il movimento non è solo propulsione e accelerazione, lo è anche la frenata che provaca decellerazione. Permettere di frenare meglio, per frenare meno e andare più veloce, è stata la missione di Campagnolo nello studiare un set completo di freni che vanno dal normale freno caliper, passando per il potente direct mount al disco. I primi hanno ora un nuovo profilo aerodinamico che al contempo garantisce potenza e modulabilità, il tutto compatibile con pneumatici fino alla misura di 28 mm. I direct mount, rispetto alle versioni precedenti, hanno sempre più potenza e meno peso. Grazie al sistema a doppio pivot, il suo funzionamento è studiato per non intaccare le proprietà meccaniche del telaio. I freni a disco sono gli stessi lanciati lo scorso anno qui in versione compatibile con i nuovi gruppi Record e Super Record. Le leve Ergopower per i dischi dono solamente 8mm più alte di quelle tradizionali, in pratica hanno lo stesso design ergonomico e lo stesso feeling di guida. Nello spazio in più richiesto è alloggiato il cilindro che contiene l’olio minerale che attiva il pistone. Esso è posizionato in maniera verticale, in modo da facilitare le operazioni di manutenzione e non provocare bolle d’aria nel sistema. Come già detto sui comandi Ergopower versione Disc è presente anche il sistema AMS, ovvero un meccanismo di customizzazione della performance con cui si possono settare modulabilità e aggressività del freno. Anche in questo caso Campy pensa alla nostra sicurezza e propone dischi indeformabili in acciaio con profilo esterno arrotondato.

Sotto la lente

Nelle giornate di test al press camp Campagnolo abbiamo avuto modo di provare i nuovi gruppi in due versioni differenti. Record con freni caliper e direct mount, a seconda del modello di bici e Super Record, con impianto frenante a disco.  Le prove sono avvenute durante due giri medio/lunghi, in cui non sono mancate le salite e, ovviamente, le discese. Infatti, dopo un breve trasferimento abbiamo puntato le ruote verso l’alto e cominciando ad ascendere le montagne di Gran Canaria. Più di 3000 sono stati i metri di dislivello, percorsi su pendenze e fondi di ogni tipo, spesso non proprio lisci come tavoli da biliardo. Un banco di prova sufficiente per testare la bontà di questi nuovi gruppi. Tra il Record e il top di gamma Super Record, a livello di prestazioni, non cambia molto, infatti le differenze sono unicamente nel peso e nella rigidità. Ciò è dovuto all’utilizzo di materiali più pregiati per il Super Record, come ad esempio il titanio.

Le nuove leve di attivazione sono molto comode e ampie e con la minima pressione si attivano cambio e deragliatore. Il tasto interno di scalata è rapido e ci si abitua facilmente al lusso di poter “scarrellare” allegramente di tre in tre, è un cambio meccanico? Siamo sicuri? Si, ma le sensazioni di rapidità e velocità che arrivano dal posteriore si avvicinano paurosamente a quelle dei modelli ad attivazione elettronica. Provare per credere. Ovviamente passando sui pignoni più grandi la sensazione non può essere la stessa, ma è pastoso e fluido e soprattutto rapidissimo, quasi diretto. Il vantaggio del 12 velocità si sente, perché non si sente. Scusate il gioco di parole, ma in pratica si passa da un cambio all’altro in completa armonia con il precedente, evitando in ogni caso la sensazione che sia troppo o troppo poco, soprattutto viaggiando in situazioni miste, nelle marce intermedie. La guarnitura anche sforzandoci di imprimere tutti i watt in nostro possesso, non si scompone e rende giustizia a ogni telaio, applicando quindi sempre il “Movement” nella maniera migliore, esaltandone le prestazioni. Così come i freni, che ci hanno stupito quanto il cambio. Caliper, direct e disc, si comportano tutti ai vertici della categoria, anche nelle frenate al limite, anche con le ruote in carbonio. Il connubio con le Bora con piste frenanti AC3, regala un feeling e una qualità di frenata veramente di livello superiore. Per non parlare dei freni a disco, sempre pronti, anche quando il gioco si fa duro, anche con le alte temperature dopo 10 Km di discesa a rotta di collo. Sarà merito forse del disco in acciaio, oppure del ritorno con molla magnetica, o semplicemente di un progetto ben riuscito. In conclusione Campagnolo riesce nell’impresa di migliorare ancora l’esperienza del ciclismo con questi prodotti premium. Certo, si portano dietro un know how di 85 anni e non è poca roba, ma la cosa particolare è che pur essendo stati riprogettati da zero, i due gruppi sono incredibilmente Campy, ma anche incredibilmente nuovi. Come ci tengono a dire anche da Vicenza, Campagnolo non vuole essere un prodotto mass market, piuttosto è alla ricerca di quei clienti premium ed esperti che vogliono qualcosa di sempre nuovo, diverso e esclusivo. Un prodotto italiano che coniuga design, velocità e prestazione senza compromessi, proprio come i nuovi gruppi Record e Super Record fanno.

campagnolo.com