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Con Ofo e Mobike la Cina si è resa protagonista di un modello di business che, in pochi anni, ha conquistato il mondo: l’ecosistema del bike sharing è così arrivato a contare circa sessanta aziende, dall’Europa all’Asia, passando per gli Stati Uniti. È proprio qui che ad oggi si registra la crescita maggiore del fenomeno, subito dopo la Cina che traina il mercato.

Bike sharing in Usa: LimeBike e Jump Bikes

Aziende statunitensi come LimeBike e Jump Bikes (ex Social Bicycles e partner di Uber) stanno implementando le proprie flotte nelle città maggiormente popolate e presso le sedi universitarie, proponendo formule di bike sharing che non prevedono stalli per il ritiro e la riconsegna delle bici, consentendo all’utente di lasciare il mezzo dove preferisce (l’utilizzo delle bici è infatti controllato tramite apposite app). In poco tempo è stato possibile raccogliere ingenti finanziamenti da parte dei venture capital: 130 milioni a favore della californiana LimeBike e circa 15 milioni desitinatyi a Jump Bike.

Milioni di dollari per la start up Bird Rides

Ultima in ordine di tempo è Bird Rides, fondata proprio quest’anno a Santa Monica, che ha già attirato capace di investimenti per oltre 115 milioni di dollari. Il bike sharing negli Stati Uniti sta quindi ottenendo grandi successi, paragonabili a quelli raggiunti da analoghe aziende cinesi,  contribuendo a far schizzare il totale dei finanziamenti raccolti nel 2017 a 2,8 miliardi di dollari, rispetto ai 343 milioni registrati l’anno precedente (dati Cb Insights).