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La notizia arriva dall’Olanda e lancia un campanello d’allarme nei confronti di questo nuovo modo di andare in bicicletta. Ma partiamo dall’inizio. Pochi giorni fa il sito repubblica.it batte questa notizia: “In Olanda si muore più in bici che in auto“, secondo il sindacato dei ciclisti la colpa è degli over 65 e del loro amore per le eBike.

Il drammatico sorpasso è avvenuto in Olanda, paese simbolo per le biciclette, dove ora si muore più in sella che in auto. Guarda caso però ci si muove più in bicicletta che in auto, quindi forse si tratta un po’ della “scoperta dell’acqua calda”, ma parliamo comunque di un dato che fatica dal passare inosservato. E’ la prima volta che succede e la nazione è scossa. Per due motivi: le statistiche parlano chiaro e il fenomeno sembra essere solo agli inizi: “Nei Paesi Bassi le due ruote a pedali, oltre che “simbolo” della nazione, sono anche il principale mezzo di trasporto utilizzato dai cittadini –spiegano infatti all’Asaps, associazione amici polizia stradale– ma il dato non significa solo che si muore di più in bici anziché in auto, perché i ciclisti continuano a crescere mentre gli automobilisti a diminuire, ma è dovuto anche all’aumento di biciclette elettriche circolanti per strada“.

Gli over 65 faticano a gestire le eBike?

L’analisi dell’Asaps deriva da una precisa denuncia del sindacato dei ciclisti Fietsersbond che ha individuato il problema negli anziani (secondo le statistiche, dal 2016 al 2017 grazie alla pedalata assistita il numero degli utenti over 65 è più che raddoppiato) e nella diffusione di bici elettriche. Cosa fare? Alla Fietsersbond hanno idee precise: “Servono urgentemente corsi di formazione per l’uso delle potenti eBike che sono più pesanti e hanno un’accelerazione fulminea“. Secondo la Fietsersbond molti over 65 non tengono conto che le loro possibilità fisiche sono ridotte.

Diversa invece la soluzione proposta dall’autorità olandese per la sicurezza stradale che vorrebbe invece far realizzare dal governo piste ciclabili più grandi: “Sta crescendo il numero di ciclisti spiegano e gli spazi a loro dedicati non bastano più“. Ma se l’Olanda intera è scossa da questo nuovo problema, non sfugge ovviamente il fatto che le eBike abbiano avvicinato un enorme fascia di pubblico alle biciclette. Come ha spiegato intatti Jaap Kamminga del Fietsersbond :”Ogni persona morta è di troppo. Ma se si guarda a quante altre persone hanno iniziato a pedalare, specialmente tra gli anziani, allora l’Olanda può congratularsi con se stessa. Il ciclismo è salutare, dobbiamo continuare a promuoverlo”.

Del resto, per ogni vittima della strada in macchina, non si può certo dire che vi sia una percentuale di automobilisti che abbia un beneficio fisico dall’utilizzo di tale mezzo. Mentre è chiaro come per ogni vittima in bici ce ne siano migliaia che hanno avuto migliorata, se non addirittura salva la vita, grazie all’attività fisica svolta in sella, anche solo negli spostamenti giornalieri.

Quindi, sarà sicuramente avvenuto questo sorpasso, e si, c’è molto da fare in Olanda e a maggior ragione in Italia sul tema della sicurezza e del rispetto verso i ciclisti, ma il bilancio è comunque sempre positivo a favore della bicicletta, che sarà sempre e comunque preferibile all’auto negli spostamenti a corto e medio raggio.