La Val di Sole in estate diventa una delle aree italiane più friendly per il cicloturismo. Un settore in grande crescita che rappresenta un volàno per lo sviluppo sostenibile del territorio

«Il cicloturismo unisce l’Italia e la bicicletta si conferma uno straordinario strumento per rivitalizzare i territori, il commercio e la cultura. C’è una crescita esponenziale di chi sceglie di trascorrere vacanze pedalando nel nostro paese: oltre 6 milioni di persone che hanno trascorso una vacanza utilizzando più o meno intensamente la bicicletta. I cicloturisti sono aumentati del 41% dal 2013 al 2018 e oggi generano un valore economico pari a 7,6 miliardi di euro all’anno». L’analisi e i numeri del 1° rapporto sul cicloturismo in Italia realizzato a marzo scorso dall’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche ISNART e da Legambiente non potrebbero essere più chiari: i territori che investono in infrastrutture al servizio delle due ruote attira su di sé un ritorno economico invidiabile. E, per di più, costruiscono un turismo più sostenibile che quindi ha un impatto ambientale decisamente inferiore rispetto a quello basato sull’auto.

La direzione della Val di Sole sembra essere quella giusta

Le scelte fatte anno dopo anno dalla Val di Sole sposano in pieno la filosofia e le analisi contenute nel report Isnart-Legambiente: una rete di ciclovie, piste ciclabili, bike parks, sentieri per mountain bike e downhill. «Tutto quello che serve per soddisfare ogni tipo di approccio alle due ruote, dal più soft al più impegnativo» spiega Fabio Sacco, Direttore Generale dell’Apt Val di Sole. Ma chi pensa che tracciati, sentieri e piste ciclabili siano sufficienti ad attirare i cicloturisti, sbaglierebbe. Serve infatti tutta una serie di servizi fisici e immateriali per rendere la vita di questa categoria di visitatori semplice e la vacanza più piacevole. «La Val di Sole in questo senso ha molti punti a suo favore» prosegue Fabio Sacco. «Un treno che, partendo da Trento, attraversa tutta la valle ed è fruibile con la bici. Un’efficiente rete di bus per raggiungere le valli laterali di Pejo e Rabbi e per collegare con l’alta Val di Sole che arriva fino al Passo del Tonale. Una card unica (la Val di Sole Opportunity), che consente l’accesso in bici a molte delle funivie aperte d’estate». Questi servizi hanno ovviamente stimolato l’imprenditoria locale a fare il resto: decine di hotel “bike friendly”, negozio-officine presenti in ogni borgo della valle e centri bike per affinare la propria tecnica.

In più, la Val di Sole non è isolata in questa sua scelta virtuosa ma è inserita in una grande bike area che dalle Dolomiti di Brenta (Patrimonio dell’Umanità Unesco) e dai ghiacciai dell’Adamello e della Presanella arriva fino al Lago di Garda: 80 chilometri di estensione territoriale, 4mila metri di dislivello in discesa, 100 chilometri di piste ciclabili e mille per la mountain bike. «Fare sistema e attivare sinergie in questo caso è più cruciale che mai. Il cicloturismo è molto sviluppato in Nord Europa e, per vincere la concorrenza mitteleuropea attirando i loro turisti qui da noi, con il relativo beneficio in termini di indotto, possiamo solo convincerli con la qualità. Non ci sono scorciatoie possibili» conclude Fabio Sacco.

I 35 chilometri che animano la valle

La pista ciclabile della Val di Sole si sviluppa quasi per intero lungo il percorso del Fiume Noce, per 35 km, da Cogolo di Peio fino a Mostizzolo ricalcando il tracciato di antiche strade di collegamento o di strade arginali e di campagna. Un’opportunità di scoprire un territorio in modo slow e alla portata di tutti: il percorso infatti non è impegnativo (copre un dislivello complessivo di 565 metri) ed è reso estremamente agevole dalla presenza del Bike Train, sul quale è possibile caricare la bici, e dei Bike Bus (che collegano il capolinea ferroviario di Mezzana alla Val di Peio e a Passo del Tonale oltre che Dimaro Folgarida a Madonna di Campiglio e Carisolo).

Ciò permette ai cicloturisti di scegliere il percorso preferito e più adatto alle proprie capacità, sapendo di poter integrare i propri itinerari con i mezzi di trasporto o risalire dal fondo-valle. Ovviamente, si può partire da qualsiasi paese della valle perché ognuno dispone di centri di noleggio biciclette.

La bici oltre al trekking, adrenalina pura

Al fianco degli appassionati del ciclismo classico, crescono esponenzialmente i fan delle “nuove” discipline con le due ruote. E per chi sa soddisfare questa domanda si spalanca un’interessante nicchia di mercato

La platea degli appassionati di piste ciclabili e bici da strada non mostra flessione. Basta buttare un occhio sul pubblico che invade qualsiasi tappa dolomitica del Giro d’Italia, rendendo ancora più eroiche le scalate dei concorrenti. Ma lo certificano anche le ricerche di mercato: i ciclisti regolari in Italia sfiorano i due milioni, secondo un’analisi condotta da ESP GroupM Consulting e Sinottica TSSP. Cifre che pongono la bici nella top 5 delle discipline più praticate con l’8.2% dei 23,6 milioni di italiani che fanno sport con continuità. Ma, anno dopo anno, l’approccio alle due ruote sta cambiando. E alle discipline classiche si affiancano nuovi stili di fruizione, dove la mountain bike è sempre più regina indiscussa. La Federazione ciclistica italiana calcola che il 38,3% dei propri tesserati ha scelto la mtb come disciplina di riferimento ma l’uso delle bici da strada è prevalente tra i praticanti italiani (54%). A livello europeo però, il sorpasso è già avvenuto. Secondo un’indagine Eurac Research relativa all’uso sull’arco alpino, i praticanti di mountain bike sono 18,7 milioni contro i 15,7 delle bici da strada.

Downhill. la discesa libera estiva

Chi è in cerca di adrenalina e magari, durante l’inverno, non disdegna correre a tutta velocità sulle piste da sci, non potrà che apprezzare questa disciplina che si svolge completamente in discesa su pendii anche molto ripidi e con ostacoli naturali o artificiali: salti, gradoni, rocce e radici. Fra i più giovani è già un must.

«Forza fisica e preparazione atletica per resistere alle sollecitazioni sono senza dubbio fondamentali ma, a meno di non volersi buttare giù da un monte in totale libertà, in Val di Sole esistono percorsi predefiniti e studiati per i diversi livelli di abilità» spiega Sergio Battistini, Direttore del Centro Bike Val di Sole. Agli appassionati, la Val di Sole offre numerosi, apprezzatissimi tracciati, non a caso teatro delle gare dei Campionati mondiali 2008 e 2016, che ogni anno ospitano competizioni internazionali. Fiore all’occhiello, due bikepark che sono ormai una tappa fissa per gli sportivi.

Ponte di Legno – Tonale

Con le sue tre piste il Bikepark PontediLegno – Tonale offre un terreno molto scorrevole e con un buon grip, che permette a tutti di sperimentare in sicurezza ed esibirsi in salti, appoggi e trick di ogni tipo. Una rapida seggiovia porta in pochi minuti bici e riders all’inizio dei tracciati, a quota 2200 metri, presso la Malga Valbiolo, rifugio alpino aperto anche d’estate. Il Bike Park si sviluppa poi fino a Temù, per un totale di 8 differenti trail. A disposizione del pubblico, le originali North-shore (passerelle in legno dalle forme più strane), paraboliche e un terreno veramente “flow” (decisamente scorrevole che permette di avvicinare a questa disciplina anche chi non ha mai provato).

Daolasa – Commezzadura

Il Bike Park Val di Sole è costituito da 4 percorsi di diversa difficoltà tutti serviti dalla comoda e veloce telecabina  8 posti “Daolasa Val Mastellina”. Oltre al famosissimo percorso World Cup dove ogni anno si sfidano i migliori bikers al mondo, gli appassionati possono cimentarsi sui percorsi di nuova realizzazione e concept. I riders potranno “mollare” i freni lungo il trail Golden Eagle, rimesso completamente a nuovo nelle linee. Di media difficoltà il tracciato Wild Grizzly, mentre medio-facile è il percorso White Wolf. North shore, jumps, doppi, curve mozzafiato, rock gardens… Non manca nulla per una discesa indimenticabile.  Il Bike Park a valle finisce poi con una pista di four cross, dove ci si può divertire tra gobbe, paraboliche e rocce.

… e inoltre per gli incontentabili

Una mountain bike come compagna per studiare la storia divertendosi. L’opportunità è offerta dal “Tour dei Forti”, che, con una ventina di chilometri di percorso, unisce il passo Tonale al con-fine tra Val di Sole e la Lombardia, con il borgo di Ossana. Lungo la strada, si incontrano le strutture che costituivano la cintura difensiva dell’Impero asburgico, utilizzata nella 1ª guerra mondiale, con numerosi cannoni, mortai e mitragliatrici. Chi percorre il tour in discesa incontra per primo il Forte Mero a 1841 metri. Più avanti nel percorso, c’è il bivio per risalire fino al Forte Zaccarana (2026 metri) posto in posizione dominante sulle pendici del monte Tonale Orientale. Tappa successiva è il Forte Strino, interamente restaurato e visitabile. Proseguendo verso Vermiglio, l’itinerario scende fino a Fucine, per poi risalire a Passo Tonale dal versante opposto.

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